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Manifesto
Parte Comune. La parte che manca a Napoli.
Cinque cose da cambiare a Napoli
Prima quello che si vede dalla finestra di casa. Per ognuna un dato con la fonte e che cosa proponiamo. I dieci punti del Manifesto restano la cornice.
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Restare a vivere a Napoli
Il dato
In cinque anni gli affitti sono cresciuti in media del 38%. Secondo il Comune le case in affitto per chi ci vive sono il 42% in meno.
Che cosa proponiamo
Il limite agli affitti brevi esteso a tutta l’area UNESCO e in vigore subito. Le case comunali vuote date a canone sociale.
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Spazi per i ragazzi e cultura nei quartieri
Il dato
Tra settembre 2023 e gennaio 2024, secondo la Corte d’appello di Napoli, più di 800 alunni non sono mai entrati in classe.
Che cosa proponiamo
Scuole, biblioteche e palestre aperte il pomeriggio e la sera in ogni Municipalità. Gli spazi comunali vuoti affidati, con regole scritte, a chi li fa vivere.
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Muoversi ogni giorno
Il dato
Nel 2024 ogni abitante ha fatto in media 86 viaggi sui mezzi pubblici. A Milano 424, a Roma 277.
Il Desk, su Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente, 20 ottobre 2025
Che cosa proponiamo
Frequenze minime garantite sulle linee di autobus delle periferie, e i dati di ANM su corse e ritardi pubblicati ogni mese, linea per linea.
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Verde e spazi pubblici aperti
Il dato
Napoli ha 9,5 metri quadrati di verde accessibile per abitante, tra i valori più bassi dei capoluoghi della Campania.
Il Desk, su Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente, 20 ottobre 2025
Che cosa proponiamo
Fondi certi per la manutenzione del verde, separati da quelli per gli eventi, e un calendario pubblico di aperture e chiusure dei parchi.
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Bagnoli e il mare di tutti
Il dato
Nel 2026, secondo un conteggio sui rapporti Arpac, il laboratorio mobile di Città della Scienza ha registrato 52 giorni oltre la soglia giornaliera delle polveri sottili. Per le centraline della rete ufficiale il limite è 35 giorni in un anno.
Cronache di, su dati Arpac, 21 settembre 2026; Cronache di, su dati Arpac, 8 settembre 2026
Che cosa proponiamo
Un calendario scritto per la bonifica e per il ritorno della spiaggia pubblica. I dati di aria e mare pubblicati ogni giorno, in un posto solo.
La politica ha smesso di educare e ha iniziato a intrattenere. Anche a Napoli: una città raccontata per slogan, mentre chi la abita fa i conti ogni mese con affitti, bollette e stipendi fermi.
Noi siamo Parte Comune: cittadine e cittadini che rimettono al centro il pensiero critico, la memoria e la partecipazione. Non cerchiamo consenso facile, ma senso condiviso.
Per Napoli vogliamo
- Acqua e beni comuni. L’acqua resta pubblica, in un’azienda che non fa profitti. Aria, mare e spazi della città sono di chi la vive, come quelli riconosciuti all’uso civico e collettivo.
- Democrazia dal basso. Assemblee di quartiere, decisioni discusse prima e non comunicate dopo.
- Dignità del lavoro. Chi lavora per il Comune, anche in appalto, va pagato il giusto, e qualcuno deve controllarlo davvero. Vale per i cantieri come per chi monta un palco o tiene aperto un museo.
- Casa e tempo per vivere. Una città dove chi ci è nato può restare: affitti sostenibili, servizi vicini, trasporti che restituiscono ore alle persone.
- Ambiente. Nessun inceneritore, raccolta differenziata porta a porta, aria pulita nel centro storico, mare balneabile e bonifica vera a Bagnoli.
- Scuola e cultura. La scuola è il primo luogo della cittadinanza: edifici sicuri, spazi aperti il pomeriggio, cultura in ogni quartiere e non solo in centro.
- Patrimonio pubblico. Ciò che è di tutti non si svende: case, immobili e aziende comunali restano pubblici.
- Legalità ed etica pubblica. Contro camorra e corruzione, con atti leggibili e risposte dovute. La questione morale vale sempre, non solo contro gli avversari.
- Città aperta. Napoli è città di pace, antifascista e multietnica: porto aperto a chi viene salvato in mare, diritti per chi nasce e cresce qui.
- Sud. No all’autonomia differenziata: Napoli parla per il Mezzogiorno, non chiede elemosine.
Oltre Napoli
Un sindaco non decide il salario minimo legale, la riduzione dell’orario a parità di salario, la fine del precariato, una fiscalità che redistribuisca, la pace al posto del riarmo. Ma una città può dare l’esempio e alzare la voce. Noi lo chiediamo.
Con chi stiamo
Chi si candida a governare Napoli ci troverà su questi punti. Sosterremo chi si impegna a realizzarli, e lo diremo a viso aperto.
Ma nessun sindaco basta da solo. Serve una parte di città che studia, propone e controlla, prima e dopo il voto.
Parte Comune è la parte che manca. La parte di tutti.