ABC verso la società per azioni: che cosa è deciso e che cosa no
Il 24 luglio 2026 la Giunta di Napoli ha approvato la trasformazione di ABC in società per azioni «benefit» a capitale pubblico. Al 12 ottobre il Consiglio comunale non risultava aver votato. Le posizioni e i punti aperti.
- Che cosa
- ABC, oggi azienda speciale, diventerebbe «Acqua Bene Comune Napoli S.p.A Società benefit», a totale partecipazione pubblica del Comune.
- Quando
- La Giunta ha approvato il 24 luglio 2026; al 12 ottobre non risultava un voto del Consiglio comunale.
- Perché
- L’affidamento attuale scade il 31 dicembre 2027 e, secondo il Comune, una legge del 2022 non consente più aziende speciali per i servizi a rete. Giuristi e comitati lo contestano.
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ABC, l’azienda che porta l’acqua nelle case dei napoletani, sta per cambiare forma giuridica. Da azienda speciale del Comune diventerebbe una società per azioni. Il Comune assicura che resterà pubblica al 100%. I comitati per l’acqua temono che sia il primo passo per riaprire al profitto.
Qui mettiamo in fila che cosa è stato deciso, che cosa manca e chi dice che cosa.
Che cosa è stato deciso
Il 24 luglio 2026 la Giunta comunale ha approvato la trasformazione di ABC in «Acqua Bene Comune Napoli S.p.A Società benefit», a totale partecipazione pubblica diretta del Comune4.
Secondo quanto riportato da Fanpage, la nuova società avrebbe un capitale di circa 53 milioni di euro, più circa 200 milioni di riserve, un amministratore unico nella fase di transizione e un Comitato di partecipazione. Lo statuto escluderebbe l’ingresso di privati4.
Il passaggio era stato preparato nei mesi precedenti. All’inizio di giugno, secondo quanto appreso da Fanpage, il Comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano aveva ritenuto la trasformazione «necessaria ed urgente»; il sindaco aveva scritto al presidente della Regione indicando che lo statuto avrebbe previsto «meccanismi stringenti a presidio dell’acqua pubblica»3.
Due anni prima, nel giugno 2024, la Giunta aveva approvato un nuovo statuto, mai entrato in vigore; negli stessi giorni la presidente di ABC si era dimessa10.
Che cosa manca
La trasformazione deve passare dal Consiglio comunale. A settembre se n’è discusso in Commissione Infrastrutture; le cronache di quella seduta non indicano una data per il voto in aula5, 6. Al 12 ottobre non abbiamo trovato notizia di un voto: l’ultima cronaca è quella del 23 settembre.
Perché il Comune dice che serve
Le ragioni indicate sono due.
La prima è una scadenza. L’Ente Idrico Campano ha affidato il servizio ad ABC nel 2022, fino al 31 dicembre 2027; l’affidamento può essere esteso fino a un massimo di trent’anni1.
La seconda è una legge. Il decreto legislativo 201 del 2022, all’articolo 14, ammette la gestione tramite aziende speciali solo per i servizi «diversi da quelli a rete»2, 12. Per il Comune e per l’azienda l’acqua è un servizio a rete, e quello che scatta dopo il 2027 è un nuovo affidamento.
In Commissione il commissario straordinario di ABC, Andrea Torino, ha detto che senza trasformazione l’azienda andrebbe in liquidazione alla fine del 20276.
Perché c’è chi dice di no
Il costituzionalista Alberto Lucarelli, che nel 2011 da assessore propose la nascita di ABC, è stato ascoltato nella stessa seduta. Sostiene che la norma non impone la trasformazione, che una proroga è possibile e che manca un piano industriale5, 6.
L’assessore al Bilancio, Pier Paolo Baretta, ha detto: «La legge non obbliga alla trasformazione, ma a mettere la gestione dell’acqua sul mercato»6. Secondo un’altra cronaca della stessa seduta, sulle formule da inserire nello statuto contro la privatizzazione si continua a ragionare5.
I comitati per l’acqua pubblica hanno diffidato il Comune e l’Ente Idrico Campano e ipotizzano un referendum cittadino7. Chiedono che l’affidamento sia esteso a trent’anni lasciando ABC com’è, e citano una deliberazione della Corte dei conti sul servizio idrico dell’area a nord di Napoli8. Di quella deliberazione non abbiamo trovato numero né data.
In aprile padre Alex Zanotelli aveva contestato il voto del Consiglio comunale su alcune riforme di ABC11.
Che cosa dicono i sindacati
Cisl Napoli e Femca Cisl Campania si sono dette soddisfatte9. Anche i rappresentanti sindacali intervenuti in Commissione si sono detti favorevoli5. Il 10 luglio il sindaco ha incontrato Cgil, Cisl e Uil7.
Che cosa non sappiamo ancora
- Il testo della delibera di Giunta e del nuovo statuto: non li abbiamo letti in originale.
- Quanto durerà il nuovo affidamento: alcune cronache scrivono fino al 2080, altre trent’anni.
- Se lo statuto renderà le azioni incedibili e dove andranno gli utili.
- Quando voterà il Consiglio comunale.
Che cosa chiediamo
Questa parte è un’opinione. Chiediamo tre cose prima del voto: che statuto e piano industriale siano pubblicati; che il divieto di cedere le azioni e l’obbligo di reinvestire gli utili nella rete siano scritti nello statuto; che la città possa discuterne in un confronto pubblico.
La storia di come Napoli arrivò all’azienda speciale è in Nel 2013 Napoli tolse il profitto dall’acqua.
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